UNA VITA IN VERSI Trentasette volte Anna Santoliquido

Una vita in versi, trentasette volte Anna Santoliquido, LB edizioni, Bari 2018, a cura di Francesca Amendola, vuole essere l’omaggio a colei che fa ormai parte a pieno titolo della scena letteraria meridionale, se non italiana e addirittura internazionale.

Già in “Anima Mundi”, la scrittura di Anna Santoliquido, edito da Aviapervia di Oppido Lucano, 2017, l’autrice del saggio F. Amendola,  coglieva l’essenza della sua opera. L’intensa attività letteraria e civile di una donna che dalla terra di Lucania che l’ha vista nascere, ha tratto la forza e la tenacia, dal mare di Puglia che l’ha adottata, ha tratto la liquidità e la conquista degli orizzonti.

Trentasette come gli anni di carriera, tanti quanti gli autori che hanno contribuito alla stesura del  volume. Trentasette anni per  intrecciare  una fitta rete di relazioni culturali e internazionali, ma altresì di affetti sinceri.

Questo libro è un dono speciale come lo sono i suoi anni, anni d’impegno per la scrittura, per la creatività, per il suo carico sociale, per una vita dedicata alla cultura e alla sua divulgazione, ma soprattutto alla poesia.

Francesca Amendola nella prefazione scrive: Essenziale come il respiro, nitida come il cristallo, sbocciata nel silenzio delle sue interrogazioni, delle memorie di affetti e di dolore, dei nuovi fulgori di donna e di poeta.

Parole che incuriosiscono il lettore e nel contempo, tentano di rendere l’intensa personalità di una donna che della letteratura ha fatto uno degli scopi  più importanti della sua vita.

Ancora dalla prefazione: Gli amici intellettuali: scrittori, poeti, saggisti, traduttori, che hanno aderito con grande slancio all’iniziativa,  hanno ricostruito con i loro interventi, l’iter letterario e umano di Anna.

Anna sfoglia i giorni, ne prende il significato profondo, assorbe l’essenza, la fa sua, la rende feconda, crea. Scrive Concetta Antonelli, scrittrice e poeta, rifacendosi ai versi dell’artista tratti dal volume  “Respiri”.

Dimitrios Boukos, traduttore greco, marca ciò che dalla sua scrittura traspare: un calore di persona amata, un calore tipico di mamma, un amore di casa, proprio di quella casa di pietra che porta dentro di sé e che può contenerci tutti.

La casa di pietra, dei suoi primi anni a Forenza, vissuti tuttavia nel calore familiare e nella sacralità, pietra scarna, essenziale come lo è la sua scrittura, le ha consentito di conservare una spiritualità che pervade tutta la sua opera come ribadisce Mariano Bubbico, frate cappuccino e psicologo.

Gaetano Bucci, scrittore e critico letterario, ha seguito Anna nelle sue evoluzioni poetiche e letterarie confluite  poi nella costruzione di un movimento che è quello internazionale “Donne e Poesia”. Non vi è differenza alcuna fra la persona e la poeta, tra la poeta e la sua poesia. Anna è la sua stessa poesia come modo di sentire la realtà, di interpretare la propria vita sia nella dimensione individuale che in quella relazionale e sociale. La sua parola possiede una forza di senso quando diviene messaggera di libertà, giustizia, pace e umanità.

Anna non indietreggia quando Ettore Catalano dell’Università del Salento le commissiona la redazione del testo teatrale il Battista. Nasce così dalla sua penna, un Battista ricco di esitazioni immerso nel suo destino di ruvido e scomodo testimone, capace di un attivismo frenetico, non privo tuttavia di pause di umana perplessità. Scrive Catalano. Anna dimostra che la sua scrittura è capace di farsi strumento di emozione e di bellezza. Ella afferma che “ la scrittura è un ponte tra interiorità e società”.

Sono tanti gli aforismi coniati dalla nostra Anna, come il poeta porta in tasca l’universo,  tra l’altro ricorrenti e citati da autori vari in contesti letterari.

Il Lend, lingua e nuova didattica , associazione professionale nazionale riconosciuta dal MIUR, raccoglie docenti di lingua straniera, studenti, dirigenti scolastici per condurre ricerca e formazione nell’ambito linguistico. Intorno agli anni 80, Anna entra a far parte di quest’associazione. Il suo è un intervento decisionale, progettuale, fattivo. Le sue iniziative culturali e divulgative sono legate al mondo delle lingue, finalizzate all’apertura di nuove strade verso il connubio creativo tra la scuola e la poesia. Scrive Giovanna Claudio, membro del direttivo nazionale lend.

Altrettanto importante è il progetto arcobaleno, un itinerario culturale durato 20 anni durante i quali i ragazzi diventano i veri protagonisti presentando agli autori le loro stesse opere precedentemente studiate e riproposte in maniera personale e creativa. Ce ne parla la prof. Patrizia Sollecito sua attiva collaboratrice.

Anna incontra il terrore della guerra, le uccisioni dei giovani di Kragujevac, Serbia, strappati al grembo delle madri in “Città fucilata”. «figli figli» È il grido disperato di una donna e di una madre, che tuttavia non fomenta odio ma sa «impastare la concordia». Anna si strugge a tanti tragici eventi ma al tempo stesso indica la via salvifica con la poesia. E’ di Anna la volontà di far aderire la poesia alla vita reale, anche nelle sue manifestazioni più esecrabili scrive Giulia dell’Aquila, dell’Università degli studi di Bari.

Importanti sono state le riviste letterarie che hanno ospitato la sua lucida e pertinente scrittura:  Vallisa, PEN Club, Famiglia Lucana, nelle quali il suo contributo si distingue in favore della dignità e della specificità sociale e culturale femminile.

Non mancano, tra le pagine del libro, interventi di scrittrici e poete. Raffaella Pallamolla omaggia Anna con i versi a lei dedicati: Dal tuo gesto / spuntano rami / di desideri […]

Lorenza Colicigno, scrittrice e poeta,  parla di una poesia al femminile, quella di Anna, una poesia che ha scavato, che è andata oltre, attraverso il mare è giunta nelle terre dell’est .

Francesco de Martino, grecista spiega  Versi a Teocrito.  Pare che i conti con la Grecia ogni poeta prima o poi li debba fare. Anna non si sottrae alla Grecia e fa rivivere, per struttura e tematiche, i versi di Nosside, Saffo e Corinna, colei che batté addirittura Pindàro in una gara poetica. Nella raccolta l’autrice invoca la dea Artemide e chiede all’epigrammista Teocrito di ascoltare i suoi versi. E’ questa una dimostrazione, ben riuscita tra l’altro, di  poetica al femminile.

Nella pubblicazione sono poi riportati anche dei componimenti dedicati ad Anna da autori, tra cui Mariella Bettarini col suo originale acrostico;  Paola Lucarini: In tanti anni abbiamo percorso insieme un camino di poesia, una storia di emozioni, abbiamo vissuto un sogno di cielo già qui sulla terra dove ci siamo incontrate, destinate l’una all’altra nel fare anima; e alcuni spartiti musicali dei maestri Piotr A. Komorowski, A. Golia, C. Stea.

Sono stati dedicati, inoltre i racconti di Francesca Amendola e Antonio De Rosa, due penne raffinate. Non mancano suoi componimenti tradotti in latino da Orazio Antonio Bologna.

Le foto riportate, la vedono studentessa universitaria a Londra nel 1971 e raccontano degli incontri con personalità della cultura che la poeta ha conosciuto durante la sua attività letteraria: il Nobel Iosif Brodskjj, la grande Desanka Maksimović,  il siriano Àdonis, le poete italiane Biagia Marniti, Margherita Guidacci, Maria Luisa Spaziani, Mario Luzi.

Possiamo ammirare  le illustri figure del Mezzogiorno con i lucani Albino Pierro e Vito Riviello, la scrittrice pugliese Maria Marcone, il compianto professore Michele Dell’Aquila dell’Università di Bari e il meridionalista e poeta Vittore Fiore. In un’apposita sezione, si  evidenziano anche alcune delle opere pittoriche e scultoree che noti artisti hanno dedicato alla poeta: Rocco Barbarito,  Michele Damiani, Laura De Luca, Donato Linzalata, Grazia Lodeserto, Antonio Masini e altri.

Vi è in queste pagine la storia di un’epoca, di una personalità, di una poetica, di una donna del sud, narrata con maestria  da letterati, autori che quella storia l’hanno conosciuta, seguita, apprezzata e che ora vogliono omaggiare. Ma è altresì la storia di amicizie nel tempo rinsaldate. In quegli anni settanta e oltre, vi erano  le proteste, le rivoluzioni, il femminismo, la lingua straniera…si respirava un’aria di conquista, un mondo si stava aprendo, soprattutto per le donne. Vi era un terreno da coltivare. Oggi è diverso, si è alla ricerca di nuove identità e far poesia diventa difficile, visto che viene un po’ relegata, nicchiata, oppure, lanciata nel world wide web rischiando di smarrirsi nei mari telematici…

Anna è un drone! Alle volte vola basso tra i fatti e gli umori, altre, prende quota e raggiunge le vette, ma sempre sul ciglio, ai confini tra sogno e realtà, tra sguardi e visioni.   Lungimirante, Anna è spettatrice dei fatti della vita e dispensatrice della poesia poiché è lei a donarsi alla vita e alla poesia. Anna è un respiro profondo, un esempio da seguire. Anna è un pezzo di storia da raccontare.

Rosalba Griesi

 

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